Storia

Home » Il rifugio » Storia

I 110 anni di storia del rifugio Taramelli

Inaugurazione

La banda, le autorità e gli invitati cominciano ad arrivare per l’inaugurazione del rifugio il 9 agosto 1904

 

L’idea di costruire un rifugio nel cuore dei Monzoni, zona di rilevantissimo interesse geologico risale al 1903, quando la Sat (Società degli Alpinisti Tridentini) ne decise la costruzione per ospitare la visita degli illustri studiosi del Congresso Geologico Internazionale che si tenne a Vienna l’anno seguente. Il socio Garbari offrì 2000 corone e il terreno fu acquistato per 915 dal comune di Pozza di Fassa. Normalmente il terreno per la costruzione dei rifugi veniva regalato; in questo caso fu pagato a caro prezzo a causa dell’intervento di Dantone, funzionario notoriamente filo austriaco del Comune di Pozza. La Sat, infatti, in quegli anni in cui il Trentino faceva ancora parte dell’Impero Austro-ungarico, si caratterizzava anche per le sue spiccate simpatie patriottiche filo-italiane. Costruito nel giro di pochi mesi, venne inaugurato il 9 agosto del 1904 con una grande festa e la presenza dello stesso Torquato Taramelli, insigne geologo dell’università di Pavia, volontario garibaldino nella battaglia di Bezzecca e socio onorario della Sat.

 

Torquato Taramelli e il bassotto Peter

Torquato Taramelli, la moglie ed il bassotto Peter salgono verso il rifugio per l’inaugurazione

 

Piuttosto insolita fu l’intitolazione del rifugio ad una persona vivente, che, terminato il pranzo, allietato pure dallo spumante messo in fresco nella neve,  prese la parola per il discorso di ringraziamento.

 

Pranzo d'inaugurazione

Torquato Taramelli e il parroco al pranzo d’inaugurazione

 

Taramelli ringraziò la Sat per la dedica, precisando che acconsentiva “non come scienziato, ma come patriota”. Pare che il suo discorso sia stato la parte più noiosa della giornata, e che la banda di Pozza si premurò di farlo dimenticare al più presto iniziando a suonare. Nacque così tra vino, balli, signori baffuti in giacca e cappello e gentili signorine lo spirito allegro che da sempre accompagna il rifugio.

 

Il ballo del giorno dell'inaugurazione

Terminato il pranzo, si suona e si balla

 

Come abbiamo visto, dalla sua nascita il Taramelli è sempre stato un rifugio speciale. Snobbato dagli  arrampicatori, perché le cime attorno non presentavano pareti attraenti, richiamava invece i geologi e gli studiosi, che venivano a studiare la zona dei Monzoni “sede dei fenomeni più svariati e meravigliosi” come ebbe a scrivere il geologo tedesco von Buch. Situato sulla linea del fronte nel corso della prima guerra mondiale, il rifugio venne utilizzato come comando militare austriaco e come ospedale da campo. Sulle cime dei Monzoni sono ancora numerose le tracce dei camminamenti e delle fortificazioni di guerra.

 

Rifugio Taramelli adattato a infermieria austriaca

Durante la prima guerra mondiale il rifugio Taramelli diventa sede del comando austriaco e ospedale militare

 

Dopo la seconda guerra mondiale, durante la quale fu utilizzato anche come punto di avvistamento antiaereo, fu gestito per un certo periodo, proprio per la sua valenza scientifica, dal Museo Tridentino di Scienze Naturali.

 

Anni '60, carichi di materiale per il rifugio

Si portano al rifugio i nuovi materassi

 

Anno di svolta nella storia del rifugio Taramelli è l’estate del 1961. È in quell’anno infatti che la sua gestione venne affidata alla Susat, la Sezione Universitaria della Sat; che vi organizzò per tre anni dei corsi di divulgazione geologica sotto la direzione del prof. Leonardi.

 

Anni '60, lavori al rifugio

Lavori al rifugio, si costruisce la legnaia

 

Dato il successo come luogo di incontro tra geologi e studenti alpinisti il rifugio divenne la casa in montagna della Susat. Fu allora che al Taramelli venne inaugurata la tradizione, che sopravvive anche ai giorni nostri, delle gestioni settimanali da parte dei soci della Susat.

 

Anni '60, la jeep del rifugio

I soci Susat caricano i viveri per il rifugio

 

Adagiato sulla cima di uno sperone roccioso come un castello medievale, vigila dall’alto sulla valle dei Monzoni. Nella sua storia centenaria la forma a cubo è rimasta inalterata, ultimo esempio di questa tipologia costruttiva che caratterizzava tutti i rifugi di inizio ‘900.

 

Il rifugio Taramelli nel 1952

Il rifugio ripreso dal sentiero che sale al paso delle Selle in un’immagine del 1952

 

Oggi il rifugio Taramelli è ancora lo stesso. Situato in una zona dalla forte presenza turistica, mantiene inalterata la propria dimensione fisica ed umana.

 

Anni '60, inverno al rifugio

Un gruppo di soci Susat al rifugio d’inverno negli anni ’60

 

(Un grazie particolare alla Biblioteca della montagna – Archivio storico della Sat per le fotografie)

Share Button
Page 1 of 11

Leave a Comment

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta", permetti il loro utilizzo.

Chiudi